• Evento:

    Sabato 25 e domenica 26 maggio 2019, h. 21.30 presso i portici del Caffè Gelateria Bar Europa. Ingresso libero. Il Sulmona Teatro Project a sostegno di La Diosa Onlus – Sulmona presenta:

    “ZOMBIE BAR”

    ispirato all’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.

    “Alla vita non è possibile chiedere di più della morte; 
    ma cos’è la morte se non un tragico risveglio all’eternità, 
    il compimento della natura, la liberazione dal corpo, il nulla scenico… Per noi, la morte, è una giostra leggiadra di memorie vaghe, pensieri fissi che ci frullano ancora nella testa piena d’aria: rabbia non dissolta e sorrisi lontani. 
    Dobbiamo raccontarvi certe cose che succedono agli uomini, sono successe a noi; ma non chiedeteci rimedi contro il mal di vivere, filtri d’amore illimitato o numeri del lotto. Si vive, si sbaglia, ci si appassiona troppo e qualche volta va davvero bene! Quanto ci piacerebbe prendere un caffè bollente al bar, sapete com’è, da morti i sapori sono tutti uguali! Non avevamo più voglia di restarcene soli in mezzo al nulla, perciò fermatevi un momento qui con noi ed ascoltate queste storie: sono le vostre”.

  • Il post del mercoledì

    IL POST DEL MERCOLEDÌ


    Oggi l’Italia si colloca al penultimo posto, davanti solo a Malta, nella classifica dei paesi europei attivi nella riduzione della disoccupazione femminile. L’attuale crisi economica ha investito una situazione già difficile dell’occupazione femminile e ha contribuito ad accentuare molte delle criticità storiche. Il World Economic Forum ha stimato nel report 2018 sul Global Gender Gap che l’Italia si troverebbe al 70esimo posto nel mondo per equità di genere: un tasto dolente continua a essere la disuguaglianza salariale, per cui l’Italia raggiunge solo il 126esimo posto. Donne meno pagate ma anche meno occupate quindi. Le lavoratrici continuano a essere svantaggiate rispetto ai colleghi uomini, sia dal punto di vista retributivo sia dal punto di vista della carriera. Gli ostacoli per le donne ad inserirsi e mantenere il lavoro sono molteplici. Un fattore che troppo spesso favorisce l’uscita dal mercato del lavoro è la maternità, basti pensare che il 30% delle madri interrompe il rapporto di lavoro perché costretta a sostenere carichi familiari eccessivi, contro il 3% dei padri. Il lavoro part-time femminile è cresciuto notevolmente ma solo nella forma di part-time involontario e questo significa che spesso non si tratta di una scelta ma viene subìto per mancanza di alternative lavorative. «Gli uomini sono ancora socialmente portati a credere che il loro dovere familiare primario sia quello di sostenere economicamente la propria famiglia; mentre le donne sono portate a credere che il loro dovere primario sia quello di cura» (Patrizia Barbieri). Si può dedurre che il problema in questione, purtroppo globalmente diffuso, abbia radici di natura storico-culturale molto profonde. È possibile affermare, dunque, che la “lotta” deve innanzitutto partire da un importante cambio culturale e di mentalità che promuova, nel tempo, la riformulazione (e non solo) dei modelli di business, creando i meccanismi necessari per poter rispettare i diritti delle donne che, oltre a un lavoro e a una carriera, hanno anche il desiderio e il coraggio di diventare mamme. Una volta attuata la “rivoluzione” culturale, sarà compito degli Stati affermare la parità di opportunità attraverso politiche volte ad ottenere un certo equilibrio tra responsabilità familiari e lavorative nonché una distribuzione più efficace di tali responsabilità tra i due sessi. In quest’ottica bisognerebbe dare priorità alle misure concernenti l’organizzazione dell’orario di lavoro, la creazione di infrastrutture per la cura dei figli e la reintegrazione dei lavoratori nel mercato occupazionale dopo periodi di congedo parentale.
     
    La Diosa Onlus